Assenza di una presenza

Da quando vivo in questa piccola mansarda, andare a lavorare la mattina è ancora più difficile. Apro gli occhi e vedo la torre del campanile, che si staglia contro un cielo che ogni mattina è grigio, da qualche settimana a questa parte. La prima sveglia, la spengo. La seconda, qualche minuto dopo, anche. La terza… inutile dirlo. Fisso il campanile, scavo dentro di me a cercare l’entusiasmo giusto per alzarmi, cerco motivazioni, non le trovo e mi giro dall’altra parte. Non dormo, sonnecchio, mi faccio portare via dai pensieri, cerco di anestetizzarmi per non dovermi fermare a riflettere troppo.

Ogni mattina è più dura. Ma non è perchè sono stanca. Da quando sono single, dormo di più rispetto a prima. L’insonnia non è più il mio più grande problema. Il mio più grande problema, ora, è l’angoscia ed il senso di solitudine che mi pervadono ogni volta che apro gli occhi e mi fermo a pensare. Sono sola, ed inutile mentire a me stessa, non mi piace affatto.

Non mi manca un gesto in particolare, non mi manca lo stare con un uomo fisicamente. Non è il sesso il problema, il sesso si può risolvere. Il sesso si può anche “comprare” in senso più o meno figurato. Il vero problema è il VUOTO totale. L’assenza di una presenza. Ecco, sì, l’assenza di una presenza.

Che se poi dovessi scegliere, non saprei neppure con chi vorrei passare quel tempo e riempire quel vuoto. Un tempo il mio laptop era il mio migliore amico, ora ho deciso di lasciarlo nella vecchia casa. Dove vivo ora non ho neppure internet, per ora. Per cui mi ritrovo seduta su quello scomodissimo divano, nel buio, a guardare il vuoto o la tv che potrebbe trasmettere qualsiasi cosa o anche niente… sono sola.

Provo sconcerto, panico, angoscia ed un dolore fisico. Una nausea che è molto simile alla fame, ma non è fame. Un dolore al basso ventre che è molto simile al male alle ovaie, ma non lo è. Un senso di angoscia che mi farebbe venire voglia di respirare dentro un sacchetto, oppure di piangere, urlare, supplicare qualcuno di tenermi tra le braccia e coccolarmi.

Cavolo, anche io che non credo nell’amore e nella fisicità, ho bisogno di qualcuno che mi tenga tra le braccia e mi coccoli. Non sapevo neppure di conoscere il significato della parola coccole e di certo non lo conosco molto bene… ma so che vorrei qualcuno che riempisse quel vuoto e quell’assenza di una presenza.

Sola

Ricominciare da zero alla mia età può essere eccitante, farti sentire come uno Spritz consumato al tramonto su una terrazza con vista sul porto; può provocare brividi di agitazione, può farti sentire giovane bella ed irresistibile.

Ma poi ci sono quei weekend in cui la solitudine ti piomba addosso come un’incudine dal quinto piano e faresti carte false per non trovarti lì, in quella stanza in cima a 100 scalini e su quella terrazza con Spritz.

Di solito i ponti delle festività sono quelli in cui ci si accorge di più dell’immensa solitudine in cui si è piombati. Ed il peggio è che non basta l’idea di fare shopping, nè quella di lavorare, dormire, mangiare, portarsi a casa il primo che si incontra… non basta niente per riempire il vuoto esistenziale che si crea ogni volta che, chiusa quella maledetta porta, si fanno i conti con se stesse.

3 giorni di vacanza e mille impegni, con la testa affacciata dal mio mini attico nel cuore del centro storico della città. Un posto figo, io, la nuova regina della movida. L’agenda piena di impegni, e le strade che mi si aprono intorno mentre passeggio con la mia eccentrica capigliatura e dispenso sorrisi e battute ai miei nuovi “amici”. Giovedì sera con il botto, una piazza intera che balla grazie a me, un fiume di persone i cui corpi si agitano nella mischia e mi guardano cercando consenso. Tutto questo di solito mi fa salire l’adrenalina, mi fa sentire qualcuno. Ma stavolta no. Il mal di testa ed il senso di vuoto mi pervadono per tutta la sera ed i sorrisi e le parole della gente non mi bastano più. Ci sono due, trecento persone, forse di più ed io sono la loro leader. Ma mi sento sola. Vuota, priva di senso.

Mi chiedo, chi sono e cosa voglio essere e fare della mia vita? che senso ha la scelta che ho fatto e perchè l’ho fatta?

quante di voi, si sentono leonesse oggi e capre domani?

Non è che non riesca a trovare un uomo che mi ami, è che non riesco a trovare un uomo da amare!

wicked_magazine

Nel corso degli anni ho avuto molte relazioni. Anche se non posso negare che di qualcuno di loro sono stata realmente innamorata, la regola generale è che non ho trovato nessuno che realmente mi affascini.

Mi fa molto ridere che ogni uomo che conosco pensa che tutte le donne si innamorano nel giro di due giorni.

sailer moon in love

Alcuni di loro credono che quando dico che è difficile per me incontrare qualcuno che mi piaccia sul serio, lo dico per fare la dura. Ma non è così. Uomini, mettetevi in testa che:

Non mi preoccupa farvi innamorare, mi preoccupa che voi non riusciate a far innamorare me!

Non solo mi conosco, ma mi piaccio. Sono ad un punto della mia vita in cui non dubito più di tutto quello che faccio o penso. Ho avuto il tempo di scoprire chi sono e come sono … ho bisogno di qualcuno sicuro di sé e di ciò che vuole dalla…

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Ti lascio

Single da pochi mesi sulla carta, ma da anni nella realtà.

Avevo un uomo che mi amava troppo, uno di quelli che sembrano usciti da un romanzo di Liala. Uno di quelli che “ci sarò sempre, no matter what, you will be my star”.

Sono una donna complicata, difficile. Odio le smancerie ed odio il romanticismo. Sono forte, determinata, carismatica. Ho mille difetti e poche, consistenti, virtù. Sono una leader, non posso farci niente, questo è il mio ruolo. Non sono bella e non sono sicura di me, non mi sento la migliore, ma ho un’età in cui posso ammetterlo e voglio ammetterlo. Dovunque io vada, dopo un po’, l’attenzione della gente è su di me. Il che non vuol dire che gli uomini sono ai miei piedi, ma semplicemente che dopo poche ore, io divento, inevitabilmente, il riferimento della gente che è intorno a me. Chiamatela aura, chiamatela energia, capacità di catalizzare… ma così è. Attraggo la gente, nel bene e nel male. I pazzi, come i deboli, i depressi, gli infelici, gli aggressivi. Tutti pensano di avere qualcosa da darmi o da chiedermi, tutti se devono scegliere a chi rivolgersi, vengono da me. Sono abituata; io sono quella a cui, in mezzo a mille persone, venite a chiedere: “Dov’è il bagno?”, oppure “quanto costa la consumazione qui?” oppure “ti va di bere a casa mia?”. Sì, le domande variano molto. Sono quella che le donne guardano con ammirazione perchè ha il coraggio di vestirsi così o pettinarsi colà, ma che nessuna potrebbe mai imitare, perchè ci vuole la mia faccia, bisogna essere me. Sono quella che fa impazzire un certo tipo di uomini perchè è forte, inarrivabile, respingente, scostante, mascolina, determinata, indipendente.

Tutti motivi per cui lo stesso uomo che all’inizio morirebbe per me, dopo pochi mesi sarebbe in realtà più incline ad uccidermi…

Sono sempre stata con qualcuno, dai 14 anni a pochi mesi fa. 28 anni di relazioni complicate, ed ogni volta la speranza che sarebbe stata quella giusta.

Tutte relazioni lunghe, monogame fino allo sfinimento ed al totale logorio.

La prima è durata 5 anni. L’ho chiusa perchè lui mi ammazzava di botte, ma a qualche livello, lo amo ancora.

La seconda: non l’ho mai amato, neppure un secondo. L’ho sposato. Il sesso era atroce, lo avevo soprannominato 8 minuti, o Barilla, perchè in 8 minuti passava dai preliminari al sonno del dopo-atto-sessuale mentre io ancora non mi ero neppure accorta che era nel letto. 6 anni di noia, sbadigli, piattume. Terminati con un divorzio.

La terza: sesso travolgente ad ogni ora del giorno e della notte. 7 anni volati, tra viaggi, risate, esperienze un po’ fuori dall’ordinario. Non so se fosse amore, io non credo nell’amore. Ma sicuramente un legame intenso. Oggi, rivedendolo ingrassato e pelato, con il doppio mento ed i braccialetti d’oro da tamarro, mi sento meglio ad averlo lasciato.

La quarta: sembrava amore; ma non lo era. A lui devo molto, devo la scoperta di una passione che ha caratterizzato gli ultimi dieci anni della mia vita e l’affermazione della mia personalità e della mia leadership. Sono la donna che sono oggi, anche grazie a lui, al fatto che mi ha dato il coraggio di diventare chi davvero volevo essere. Salvo il fatto che ha iniziato a flirtare con le mie conoscenti non appena io sono riuscita a trasformarmi da brutto anatroccolo a brutto cigno. Il tradimento è iniziato credo dopo qualche anno. L’ho scoperto tante volte, ha sempre mentito, ha sempre negato. Gli ho sempre creduto. Qualche mese fa, dopo tre anni senza sesso e senza comunicare, ha preso le sue cose e se n’è andato.

Mi sono trovata a 40 anni suonati, sola in una grande casa, isolata da tutto e da tutti, con le mie 200 scarpe ed i miei abiti colorati. E mi sono detta, ok, ora è il momento di divertirsi. Lasciatemi fare.

Tu mi lasci, ed io… io non ne morirò, anzi ne rinascerò.

Devo cercare solo di capire dove ero rimasta l’ultima volta che ho fatto qualcosa solo per me stessa… mai? forse mai… allora torniamo indietro a quando avrei dovuto fare qualcosa solo per me stessa. Il giorno in cui i giovani d’oggi vanno a vivere da soli.

Cosa avrei voluto fare a 20 anni? Dove avrei voluto vivere? Che tipo di donna avrei dovuto e voluto essere? Che speranze, sogni, ambizioni avevo? non è mai tardi per ricominciare, anche a costo di essere anacronistica e ridicola.

Oggi sono cinica, anziana, determinata, aggressiva, incarognita, senza speranza nel futuro, senza aspettative, senza fiducia e senza amore. Ma CON una gran voglia di ricominciare, divertirmi, fare quello che non ho mai fatto, incluso bere, ubriacarmi, uscire ogni sera con uno diverso, fare sesso, scoprire nuove cose, ballare, ridere, frequentare gente, fare tardi e stare sveglia per motivi diversi dagli attacchi di panico. Io voglio vivere quello che mi resta a 200 all’ora e senza cinture.

Un Blog alla mia età

Questo è il mio primo articolo.

Si, è un po’ di giorni che penso a scrivere un blog. Non perchè ritenga che il mondo ne abbia bisogno, solo perchè ritengo di averne bisogno io.

Tutte quante abbiamo visto Sex and the City e tutte abbiamo pensato che la vita di quelle quattro tipe, sia molto simile alla nostra. Chi più chi meno, abbiamo tutte buone capacità di comunicare e di trasmettere le nostre opinioni, ma spesso non abbiamo un posto dove farlo. Il tempo non lo abbiamo, dobbiamo pensare a mille cose; il lavoro, la casa, gli uomini ed il mondo che gira a volte troppo lento ed a volte troppo veloce.

ho deciso di scrivere un blog, prima di tutto perchè ne ho bisogno io. Secondo, perchè spero di condividere le mie esperienze con altre donne che si ritrovano, più o meno felicemente, single a 40 anni. Terzo perchè da pochi giorni ho deciso di cominciare tutto daccapo: una nuova casa, nuove relazioni, la voglia di essere quello che non sono mai stata, anche a costo di essere anacronistica.

Ed allora, abbia inizio l’avventura, che spero di condividere con altre single in their 40s, o anche donne più giovani o più grandi di me.

Let the fun begin.